I poveri non esistono per chi non vuol guardare.
In realtà, sono sempre più vicini a noi, abitano le case a fianco alle nostre, spesso abitano anche le nostre.
I poveri non esistono “lontano”, ma sono sempre più vicino, fino a identificarsi con noi, con i nostri figli, con le generazioni che verranno.
I poveri non esistono come numeri, ma sì come volti, voci, che interrogano ogni giorno ciascuno.
I poveri non esistono dove si costruiscono muri per tenerli lontano: muri che non sono solo di cemento o di filo spinato, ma muri fisici, psicologici, di indifferenza.
I numeri sono agghiaccianti: con la pandemia da Covid-19 e per le conseguenze della guerra Russia-Ucraina, i poveri sul pianeta saranno presto oltre 2 miliardi.
E intanto si affacciano i vecchi e i nuovi schiavismi. Mentre le donne e i bambini sono quelli che pagano il prezzo più alto.
Ma il mondo vuole davvero mettere fine alla povertà? O a qualcuno fa comodo che i Paesi poveri restino tali e che anche la gran parte di noi diventi sempre più tale?
Dopo il libro “Fame. Una conversazione con papa Francesco”, Gianni Garrucciu prosegue la sua ricerca occupandosi delle povertà del mondo.
Riprendendo il discorso col Pontefice e coinvolgendo le grandi personalità e le Istituzioni che si occupano del problema: WFP, FAO, OMS, ILO, ActionAid, Comunità di Sant’Egidio, Unicef, Caritas, Save the Children, economisti, missionarie, missionari, operatori umanitari e tanti altri.
Nel filmato qui sotto, la presentazione del libro tenutasi nel febbraio 2024 nella sala intitolata a monsignor Salvatore Isgrò nell’Arcivescovado di Sassari.
Di fronte a un numeroso pubblico, al tavolo dei relatori, oltre naturalmente all’autore del libro, erano presenti il cardinal Matteo Maria Zuppi, direttore della Conferenza Episcopale italiana; monsignor Gianfranco Saba, ex arcivescovo di Sassari dal 2017 al 2025, data dalla quale ricopre l’incarico di ordinario militare per l’Italia e l’ex ministro Beppe Pisanu. L’incontro è stato moderato dalla giornalista Daniela Scano.