Books for peace

Al libro “Fame, una conversazione con Papa Francesco”, scritto da Gianni Garrucciu per le Edizioni San Paolo, va il premio Books for Peace 2020. Il lavoro del giornalista sassarese si è classificato al primo posto nel settore saggistica. Il riconoscimento è stato consegnato all’autore nel prestigioso teatro dell’Accademia di Santa Cecilia a Roma. Tra le motivazioni quella di essere “un libro forte, che racconta con durezza, precisione, dati e storie, un tema mondiale come la fame nel mondo: un libro che ha saputo dare volti e voci agli allarmanti numeri che si celano dietro una delle più gravi pandemie che affliggono il pianeta”. Il Books for Peace è un premio alla cultura e alla vita, assegnato alle persone che si prodigano con umiltà e perseveranza per la pace nei popoli.

Arciere d’oro

Venerdì 9 luglio 2021, alla presenza delle autorità cittadine, nella sala convegni del Comando della Polizia Municipale il giornalista Gianni Garrucciu è stato insignito dell’«Arciere d’oro», il premio nato nel 1977 da un’idea dell’allora presidente del Panathlon International di Sassari Giuseppe Melis, ideato per diffondere i valori etico-sociali che nobilitano il mondo dello sport. Quella di quest’anno è stata la 27a edizione del premio. L’ambito riconoscimento è rappresentato da una statuetta raffigurante un arciere nuragico teso nello sforzo di far scoccare la freccia,  un simbolo che significa impegno e disciplina, valori alla base dello sport e della vita. La commissione incaricata all’assegnazione dell’Arciere ha scelto tra una rosa di persone meritevoli per l’impegno profuso nella loro carriera a favore della diffusione dei valori dello sport e della cultura del rispetto e della non violenza.  Nell’immagine in alto Gianni Garrucciu è insieme a Leonardo Marras, vincitore del Premio nel 2017. Nella foto qui sotto, il sindaco di Sassari, Nanni Campus (al centro) e il presidente del Panathlon Sassari, Marcello Sassu (a destra), consegnano l’Arciere d’oro al giornalista Gianni Garrucciu. Questo l’albo d’oro dell’«Arciere» Modifica 1977 Alessio Cassano 1978 Mario Bossalino 1979 Otto Sussarello 1980 Giuseppe Melis 1981 Oreste Macciocu 1982 Nino Bianchina 1983 Domenico Fracassi 1984 Peppino Tanti 1985 Mario Canopoli 1986 Gianfelice Pilo 1988 Umberto Serradimigni 1990 Enrico Mollica 1992 Antonio Oggiano 1994 Franco Di Suni 1996 Franco Sieni 1998 Dino Siddi 2000 Antonio Polano 2002 Nino Guidi 2004 Antonio Carta 2006 Angelo Vitiello 2008 Armandino Branca 2010 Uccio Magliona 2017 Leonardo Marras 2018 Paolo Poddighe 2019 Rosanna Baiardo 2020 Sergio Milia 2021 Gianni Garrucciu

Il libro

“La fame nel mondo non è naturale né ovvia, viene usata come arma di guerra”. Papa Francesco è diretto quando parla di uno dei temi fondamentali della vita del pianeta. Con questo libro, partendo dagli ultimi dati ufficiali della FAO, ho cercato di dare volti e storie a numeri che fanno paura, ma che non possiamo più evitare: 821 milioni di esseri umani oggi patiscono la fame. Papa Francesco mi ha gratificato di una lunga conversazione privata con la quale abbiamo cercato di stimolare il lettore penetrando acutamente nei più sottili anfratti della riflessione sulla malnutrizione, sulla insicurezza alimentare, sulle migrazioni e sui suoi paradossi. Il Pontefice ci è riuscito, io non so. Tra le altre cose mi ha detto: «Vede, il pericolo è che a poco a poco diventiamo immuni alle tragedie degli altri e le consideriamo come qualcosa di naturale: sono così tante le immagini che ci raggiungono, che noi vediamo il dolore ma non lo tocchiamo, sentiamo il pianto ma non lo consoliamo, vediamo la sete ma non la saziamo. E, mentre cambiano le notizie, il dolore e la fame e la sete non cambiano, rimangono». A sostegno delle numerose e profonde osservazioni di Papa Francesco, ho voluto far seguire il racconto dalle riflessioni di David Beasley, il direttore esecutivo del WFP (il Programma alimentare mondiale, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di assistenza alimentare e la più grande organizzazione umanitaria del mondo: assiste una media di 100 milioni di persone in 78 paesi del pianeta). Poi ancora ho approfondito le tematiche con due economisti della FAO, un medico della OMS, che ogni anno studiano ed elaborano dati e pubblicazioni sul tema della fame. Insomma ho cercato di portare i lettori dentro il problema con passione e attenzione ai dati di numerose realtà, raccolti fra i testimoni più importanti delle Istituzioni mondiali, i volontari e gli abitanti delle zone più a rischio del pianeta. La questione della fame, infatti non riguarda solo la descrizione delle sofferenze, ma anche la volontà di riscatto sociale ed economico. Spero di aver saputo catturare il lettore con la forza dei dati e della narrazione, magari obbligandolo a pensare a quello che vogliamo essere e che vogliamo che il mondo intorno a noi sia in futuro.

Onorificenze e premi

È stato nominato Ufficiale della Repubblica il 29 gennaio 2005 dal Presidente Ciampi. È stato nominato Commendatore della Repubblica il 27 dicembre 2008 dal Presidente Napolitano. È stato nominato Grande Ufficiale della Repubblica il 2 giugno 2017 dal Presidente Mattarella. Gianni Garrucciu ha vinto anche una serie di importanti premi letterari e ha ricevuto numerosi riconoscimenti: Fenù, Una giornata per la natura, (1996) Batti Libro, Massa Carrara (2006) LatteMiele, la Radio dei Giovani (2006) Fondazione Maria Carta (2006) Anci, Comuni d’Italia (2006) Navicella per la Pace (2006) Istituto Euromediterraneo per il Dialogo Interreligioso (2006) Giornalismo Donne e Sport (2017) Leggere: Tutti (2016) – (2018) Città di Cattolica – Premio della Critica (2018) Milano International (2018) Premio Firenze – Città della Pace (2018) Salvatore Quasimodo (2018) Francesco Petrarca (2018) Grand Prix Corallo per la Letteratura e Giornalismo (2019) Premio “Lu Carrulu” – Tempio (2019) Mediterranean Fair Play Awards – Premio “Mauro Piredda” (2020) Books for Peace 2020 Action contre la faim 2020 Premio Pegasus, il Cavallo Alato – International Literary Award 2021 Premio Mendrisio, Switzerland Literary Prize, 2021

Attività teatrali

Nel 1974 ha fondato la Compagnia per la Diffusione del Teatro Popolare, portando in scena le commedie di Eduardo De Filippo, ottenendo dall’autore napoletano la concessione per recitare i suoi lavori: autorizzazioni, fino ad allora, mai concesse soprattutto a compagnie non professionistiche. L’incontro con Eduardo ha permesso a Garrucciu di approfondire i temi umanistici e ampliare le sue conoscenze ad altre personalità della cultura e dello spettacolo. Ha partecipato come attore al film “Padre e padrone” dei fratelli Taviani. In teatro ha portato in scena sempre con la Compagnia Diffusione Teatro Popolare: Non ti Pago (1974), Dolore Sotto Chiave (1975), Sik Sik l’artefice magico (1975), Il Sindaco del Rione Sanità, di Eduardo (1976); Pensaci Giacomino (1978) di Luigi Pirandello; La Finzione come realtà in Eduardo e Pirandello; Omaggio a Eduardo (1984), un lavoro scritto da Garrucciu e Salvatore Stangoni su testi e poesie di Eduardo De Filippo. Gianni Garrucciu insieme con il figlio di Eduardo De Filippo, Luca

Bontà vostra

Questo volume è l’edizione aggiornata e ampliata di “Renzo Arbore, vita, opere e (soprattutto) miracoli”, in cui Gianni Garrucciu ricostruisce le varie figure del “Renzo nazionale” e raccoglie i vivaci interventi di personalità del mondo della cultura, dello spettacolo, dell’arte, che danno una lettura a tutto tondo del personaggio. Il libro, inoltre, offre una rilettura critica dell’uomo e dell’artista: che cosa ha rappresentato e quale ruolo ha avuto Arbore nel cambiamento della società italiana dal 1970 a oggi. Lo fa partendo da una singolarità: se è vero che Arbore ci ha avvicinati a diverse culture, a un mondo globalizzato, è anche vero che è rimasto molto legato alle proprie radici di uomo del Sud, di provinciale (come ama definirsi), insomma una sorta di Renzo Arbore glocal. Ma, soprattutto, un personaggio trasversale, che ha unito generazioni e pubblici diversi nel nome della cultura popolare.

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